Ho letto questa frase che mi ha colpito: " Bisogna somigliare al sogno che si ha di se stessi" (Almodovar),aggiungerei che ci vuole troppo tempo, ma è importante provarci ed "annusare" sempre la vita:-)
Buon fine settimana!!!:-)
Il mio primo giorno di lavoro a Torino!! Fui presa da un entusiasmo emorme, io che ho sempre camminato con le mani affondate nella vita, potevo considerarmi quasi felice. Mi vestii bene, curai i miei capelli lunghi e ribelli, misi un pò di fard, mi truccai leggermente gli occhi con una matita blu e voilà..ero pronta per la grande avventura. Mi presentai molto presto e trovai il titolare che apriva il negozio, ci accordammo sullo stipendio e passai nel laboratorio ad imparare il lavoro, niente di difficile, si trattava di pulire i capi in pelle e pelliccia con delle spazzole e segatura, bisognava anche usare le unghie , andare con molta cautela per evitare le cuciture ed i punti dove c'erano bottoni, fibie o intarsi, poi bisognava catalogare il capo, fare un cartellino con il nome del cliente e specificare "custodia o pulitura", anche perchè ce ne erano molte tenute in magazzino durante i periodi di vacanze dei clienti. Lavorai lì quasi 2 settimane, mi trovavo abbastanza bene, c'era un'altra ragazza con qualche anno in più di me, simpatica ed affabile, infatti andavamo sempre a mangiare insieme nell'intervallo. Ero convinta di rimanere lì per un pò di tempo in attesa di trovare una sistemazione migliore, speravo in futuro di lavorare in qualche piccola azienda come segretaria ed avere rapporti con il pubblico. Quella mattina pioveva a dirotto, ero rimasta sola nel laboratorio, la mia collega era assente, mi fermai lì per mangiare un panino, senza uscire, il titolare mi aveva lasciato le chiavi, ad un certo punto lo sentii arrivare, pensavo avesse dimenticato qualcosa, invece mi si avvicinò e mi chiese sorridendo se fossi contenta del lavoro, all'epoca ero solo una ragazza ingenua, gli rispose timidamente che lì stavo bene, lui continuava a guardarmi, non riuscivo a capire cosa volesse dirmi, mi si avvicinò e cercò di abbracciarmi. Rimasi impietrita, gli dissi che era un idiota e che me ne sarei andata subito..e così feci. Ero talmente arrabbiata che non mi feci nemmeno saldare lo stipendio. Volevo solo andarmene a casa, per parlare con la mia amica, cercare di capire perchè mi era successo tutto questo, lavoravo bene, su questo non avevo dubbi, allora perchè l'idiota si era sentito in dovere di mettermi le mani addosso, come se gli appartenessi come l'arredamento? Soffocai le lacrime e me ne tornai a casa, fino al mattino ero una ragazza felice, che faceva progetti per il futuro, poi all'improvviso il mondo mi era ancora crollato addosso....Non mi detti per vinta e passato il momento di angoscia iniziai a cercare un altro lavoro, il mio motto era: domani è un altro giorno!!
Processo NOTAV, Job Act, QUI, fascismo democratico, EXPO, presidio foibe,
Lorenzo NOTAV e aggiornamenti
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*Processo NOTAV, Job Act, QUI, fascismo democratico, EXPO, presidio
foibe, Lorenzo NOTAV e aggiornamenti*
*(VEDI ANCHE ALLEGATI:** APPELLI E PETIZIONI) *
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11 anni fa
