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sabato 3 ottobre 2009

SIAMO CIO' CHE MANGIAMO'? DEDICATA AGLI AMICI VEGETARIANI:-))

I Pitagorici teorizzavano il regime vegetariano come pratica di vita sana, Aristotele nella Metafisica ci ricorda che la filosofia nasce quando l'uomo ha risolto i suoi bisogni primari, Platone amava mangiare bene: olive e fichi secchi ma nella "Lettera settima" accusava i Siracusani di mangiare 3 volte al giorno, Epicuro la cui figura è abbinata a sproposito ai piaceri alimentari ed ai bagordi è quello che più mi somiglierebbe:-) Diogene raccomandava la frugalità dei pasti ( mi sta un pò antipatico) :-), molti filosofi e scrittori raccomandano ancora oggi una alimentazione alle "erbe". Seneca, uno dei miei preferiti amava una cucina poco elaborata semplice e genuina, Friedrich Nietzsche i cui primi sintomi di follia si manifestarono a Torino (marò io speriamo che me la cavo):-)amava la cucina piemontese,piatti poveri e nutrienti,come dargli orto? Si narra che Jean-Jacques Rousseau rubasse i famosi rubatà (grissino tipico nostrano doc) e per chiudere il filosofo tedesco Immanuel Kant quando assaggiava un piatto di suo gradmento chiedeva la ricetta (proprio come faccio io quando sono in giro), questo sì che è simpatico.:-)
Io non credo in questa teoria, è vero che in genere è dotato di molta spiritualità chi si nutre in modo frugale? Conosco conventi dove si mangia da Dio:-) E voi, cosa ne pensate? Io amo cucinare, quindi amo mangiare bene e di tutto, mi piace essere creativa nei piatti e nel rispetto dei gusti degli amici che siedono al mio desco.
Oggi vi presento un piatto alle "erbe" :-) dedicato agli amici vegetariani:

risotto alle erbe per 4 persone
ingredienti: riso 1 tazzina e 1/2 a persona
zucchini 3/4
melanzane 2 media grandezza nere e lunghe
cipolla di tropea 1
una tazzina di latte magro,pecorino sardo grattugiato,
olio evo, sale poco un dado biologico alle erbe
1 patata piccola
1 etto di pisellini ..
in una pentola far sciogliere il dado e tenere in ebollizione
in una padella alta tagliare le verdure a dadini con la cipolla, aggiungere poco olio, il latte e far rosolare 5', quindi versare il riso e farlo cuocere a fuoco lento aggiungendo il brodo necessario, a cottura ultimata versare nella pentola dei pisellini precedentemente lessati, il pecorino grattugiato, amalgamare e servire con l'aggunta di un pezzettino di peperoncino piccante e buon appetito.:-))

Filosofia napoletana:
mangiare bene, in compagnia, in allegria senza incenso, ma bollendo chiodi di garofano in un pentolino, bere un bicchiere di buon vino, un dolcetto, un caffè, un moscato fresco , una musica dolce come sottofondo..a scelta ed il vostro sabato sera sarà perfetto:-)))Poi ditemi che non vi penso nè?

13 commenti:

Caterina ha detto...

Ciao Riri,
é interessante quello che hai scritto dei grandi filosofi e delle loro preferenze.
Mi piace quel tuo piatto alle erbe. A volte anche noi non vegetariani mangiamo volentieri solo verdure.
Peró mi tocca piú la filosofia napoletana poiché stasera probabilmente mangeremo bene in compagnia, in allegria...
Tanti bacini.
Kati

amatamari© ha detto...

Buona questa ricetta, semplice e gustosa.
Ma tu come lo sai che se posso evito la carne?
:-)
Già da bambina non sopportavo l'idea di mangiare gli animali e la macelleria era un posto orribile che mi spaventava.
Insomma perchè la gallina sì ed il cane no? Ed il cavallo? Ed il povero agnellino così pacifico?
No, no, io prenderei a morsi certe persone che vanno in giro per il mondo a seminare odio e violenza.

Luca and Sabrina ha detto...

Io penso che questo sillogismo sia vero solo in parte. Hai presente il detto "L'abito non fa il monaco?". Secondo te è vero? Ci sono casi in cui è vero, ma tanti altri in cui non è vero. Non sempre ci facciamo guidare dalla coerenza nelle nostre scelte, nella nostra vita, nei nostri pensieri. Ecco perchè se fossimo particolarmente spirituali, la coerenza vorrebbe che fossimo frugali a tavola. Ma chi può essere coerente fino in fondo? Penso che gli esseri umani siano troppo pieni di sfacettature, di sfumature, di limiti, di debolezze, di territori insondati, sconosciuti, ecc ecc e questo ci porta a volte a muoverci in direzioni diverse rispetto a quelle che gli altri si aspettano da noi. La storia dell'abito che fa o meno il monaco. Ci si aspetta che chi è fatto in un certo modo, si comporti di conseguenza, nel modo cioè che sembra più logico, ovvio. Rirì, la verità è che siamo più complicati di quanto pensiamo. Questa è solo la mia opinione ovviamente. Ho molto apprezzato questo tuo post.
Un abbraccio da Sabrina&Luca

Lara ha detto...

Splendido post, molto colto. Dove hai trovato queste interessanti notizie sui filosofi relative al mangiare?
Sono vegetariana e gradisco molto la tua ricetta che ora stampo e porterò in cucina.
Confortante poi, la filosofia napoletana.
Cara Riri, sei stata grande!!! :)
Lara

Pupottina ha detto...

la tua ricetta riri non è solo mangiar bene, ma soprattutto mangiare sano.... è ottima!
buon weekend a tavola ed in compagnia ^__________^

Pietro ha detto...

Riri, hai scritto un testo davvero interessante, mi piace molto la ricetta vegetariana e anche la filosofia napoletana. Proporrei per la cottura del riso: "10 minuti"!!! Non sarà mica troppo al dente?!
Buona domenica :-)

Gabry in blog Belella ha detto...

Semplice piatto "filosofico" io non sono molto frugale nei miei pasti( mangio di tutto e di più ... infatti sono più larga che lunga....ahahah!!! ma preferisco la cucina semplice (anche perchè mi rompo a preparare le pietanze....ahahah!!!) ma haimè non sono per nulla vegetaria ma un risotto alle verdurine non lo disdegno per nulla.

Un abbraccio e buon sabato sera!

riri ha detto...

Ciao Riri, Da ieri sera volevo commentare la tua ricetta vegetariana sul tuo blog ma non ci riesco. Il commento parte, ma non viene pubblicato. Te lo posto qui vedi un po' se ci riesci tu

Non sono vegetariana ma questa ricetta mi intriga, accompagnata poi dalle tue riflessioni filosofiche ancora di più. Già copiata, stampata e messa nel mio ricettario dei piatti sperimentati anche se non l'ho ancora provata perché già so che sarà ottima. Credo comunque che siano pochi i veri vegetariani, perché latte e formaggi sono prodotti ..animali e penso che non sia mai bene eliminare del tutto certi alimenti. Anch'io ieri ho cucinato un piatto semivegetariano : le lasagne vegetariane, che hanno avuto molto successo.Alzi la mano chi vuole la ricetta ;)----

Un bacione Luigina

riri ha detto...

Care amiche ed amici colgo l'occasione per ringraziervi tanto dei vostri simpatici commenti, ho scritto anche quello dell'amica blogger Luigina (Finanza Allegra), a cui non partono i commenti ( si sa con le partenze in italia è sempre difficile):-), la mia vicina dalle lontane Indie (pardon Puglie), ci ha impiegato ben 3 ore in più del solito sull'arrivo, tant'è che pensavo non tornasse più:-)) Scherzo!! Auguro a tutte/i un buon inizio settimana.
Cara Luigina dammi pure la ricetta delle lasagne vegetariane..Un abbraccio che ci veda uniti come in un girotondo;-)

Luigina ha detto...

Vediamo se ora che l'hai sbloccato ci riesco? Ah ma allora hai cambiato indirizzo? La pagina dei commenti ora è come quella di Google

Luigina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gabry in blog Belella ha detto...

Ceci in insalata???!!! da provare... io li ho sempre e solo mangiati con la pasta.... praticamente una bella pasta e ceci fatta con la pasta mista....ahahah!!!

Un abbraccio e buona giornata Rirì!

Riccardo Uccheddu ha detto...

Simpaticissimo e direi anche documentato questo post in cui colleghi i filosofi alla cucina!
Ma sulla tesi di fondo, frugalità quasi come sinonimo di spiritualità non sono d'accordo. Io mangio e bevo alla grande e mia moglie deve tenermi a freno!
Più in generale, i filosofi hanno sempre cianciato molto circa il dovere di privilegiare i valori dell'intelletto rispetto a quelli della tavola e dei sensi... ma spero che siano stati molto incoerenti.
Nietzche, comunque, osservava che le culture repressive e represse tendono a creare una cucina da cui bandiscono il salato.
Io penso che su questo avesse ragione (ehi, non è una critica nè alla cultura nè alla cucina piemontese, che non conosco).
Ciao!